
Pulizia, consolidamento e protezione dei materiali lapidei:
I lavori di pulizia di un materiale lapideo (naturale o artificiale) consistono in una serie di operazioni atte rimuovere dalla superficie delle sostanze estranee, patogene e generatrici di degrado; per eseguirli ci si avvale di metodi fisici e chimici da impiegare con diversa gradualità ed intensità in funzione del tipo di sostanza che si vuole asportare, della natura dellelemento lapideo e, soprattutto, dello stato di conservazione delloggetto da pulire.
Per tali motivi la pulizia risulta un'operazione complessa e delicata che necessita di un'attenta analisi del quadro patologico generale, di una approfondita conoscenza dello specifico de-grado e, quindi, della reale consistenza fisica del litotipo.
Sarà, quindi, escluso lutilizzo di qualsiasi tecnica o prodotto in assenza dellesecuzione preventiva, esplicitamente autorizzata dalla D.L., di tasselli di prova da realizzare graduando diverse intensità dazione. In ogni caso lintervento di pulitura avrà esclusiva-mente lo scopo di eliminare le sole patologie che risultano essere in grado di generare ulteriori de-gradi, senza preoccuparsi, quindi, di migliorare e/o modificare con una radicale pulizia l'aspetto estetico e cromatico delloggetto. Buona parte dei sistemi di pulitura, infatti, genera un'azione comunque lesiva nei confron-ti dei materiali , azione che va, in qualche modo, ad intaccare lintegrità dellopera.
Cosciente di questi rischi il tecnico avrà cura di predisporre ogni singolo in-tervento puntualmente, senza mai generalizzare, avviando, sempre e co-munque, le operazioni più blande e proseguendo gradualmente con quelle leggermente più forti ed aggressive, avendo laccortezza di fermarsi poco prima del giusto.
Fra i materiali impiegati in edilizia quelli porosi risentono maggiormente dellazione disgregatrice operata dallambiente. Al naturale ed irreversibile processo di formazione delle patine superficiali (intendendo per tali solo le trasformazioni cromatiche non dete-riogene) si sono sostituiti, negli ultimi decenni, meccanismi di profonda alterazione dovuti alle sostanze inquinanti presenti nell'atmosfera. Queste sostanze interagiscono con lacqua e con i materiali porosi. La formazione delle croste e la disgregazione superficiale dei litotipi sono il risultato più evidente di tale interazione.
La pulizia dei materiali porosi deve, in primo luogo, rimuovere dalla loro su-perficie le sostanze patogene, rispettando la patina naturale (ove esista ancora), al-lontanando i prodotti di reazione (croste nere, efflorescenze, diversa macchie) che sono in grado di pro-seguire l'azione di deterioramento. Dovendosi, inoltre, intervenire su dei materiali già profondamente degradati, il trattamento di pulitura deve essere attentamente calibrato in modo da non provocare lulteriore decadimento delloggetto che si intende conservare. Loperatore, quindi, non deve asportare frammenti indeboliti, decoesionati o esfoliati, non deve attivare (utilizzando acqua e prodotti chimici) la formazione di sostanze che possono risultare dannose ma, in tali evenienze, deve arrestarsi, per fare ricorso ad altre tecniche. In ogni caso bisogna tenere presente che spesso occorre combinare fra loro le azioni di diverse tecniche.
Per rimuovere depositi di materiali incoerenti sono sufficienti blandi sistemi meccanici: aspira-tori, scope e spazzole in fibra vegetale (meno incisive di quelle in materiale sintetico), leggeri soffi di aria compressa ecc. ; questi metodi possono venire integrati dall'impie-go di bisturi, di piccole spatole e di spazzolini in nailon.
Per rimuovere le croste nere i sistemi variano, di volta in volta, in relazione alla natura della specifica alterazione.
Al fine di operare una corretta scelta del sistema di pulizia più idoneo ad ogni singolo caso occorre seguire i criteri che di seguito si vanno ad elencare.
la rilevanza storico, artistica e culturale del manufatto;
la struttura petrografica e mineralogica del litotipo;
lo stato di degrado della pietra ; in molti casi può essere talmente avanzato da richiedere, prima di procedere alla pulitura, un adeguato preconsolidamento reversibile delle parti superficiali;
la natura della crosta o dei depositi da rimuovere;
la forma e la configurazione della superficie da trattare (paramento liscio, scultura, basso rilievo, etc.);
i tempi di realizzazione e la disponibilità di operatori specializzati.
Buona parte delle patologie che causano il de-grado dei materiali lapidei, presenti sulle fronti esterne degli edifici, dipende dalle alterazioni indotte da agenti esterni (infiltrazioni d'acqua, depositi superficiali di sostanze nocive, ecc.). In seguito ai lavori di pulizia le superfici lapidee (naturali ed artificiali) si trovano maggiormente esposte allazione di questi agenti. Ogni intervento di conservazione, quindi, per essere realmente tale, deve avere come obiettivo non solo la cura della patologia, ma, anche e principalmente, la difesa efficace e duratura dalle cause che ne hanno determinato l'in-sorgere.
Nei rari casi in cui gli agenti patogeni sono facilmente individuabili e certamente riconducibili o a fattori acci-dentali o a vizi costruttivi dipendenti da specifiche caratteristiche della costruzione, è possibile operare un'azione radicale capace di disattivarli. Al contrario, nel maggior numero di casi le patologie sono riconducibili a fenomeni non direttamente af-frontabili e risolvibili nell'ambito dell'intervento sulla costruzione. Ci si riferisce allazione delle sostanze inquinanti presenti nel-l'atmosfera, delle piogge acide, degli aerosol marini, dei raggi ultravioletti, ecc., i cui effetti, generalmente, si sovrappongono ed agiscono indipendentemente dalla nostra possibilità di intervento.
Al fine di salvaguardare i materiali lapidei dagli effetti di tali azioni patogene è possibile realizzare due distinti livelli di intervento:
- Interventi indiretti - Sono quelli adatti a migliorare, tramite equilibrate aggiunte e/o modifiche di alcuni particolari architettonici, il comportamento a regime dellintero organismo. Ci si riferisce ad una serie di piccoli ma puntuali interventi capaci di evitare il ristagno, il ruscellamento o linfiltrazione delle acque piovane. Lefficacia di queste opere, non assimilabili entro specifiche categorie, dipende essenzialmente dalla sensibilità del restauratore.
Interventi diretti - Sono quelli che, tramite il ricorso a specifiche sostanze impregnanti, provvedono a proteggere lelemento lapideo. Gli impregnanti ad effetto idrofobizzante sono sostanze chimiche delegate a formare una barriera trasparente ed idrorepel-lente capace di impedire o di limitare considerevolmente lassorbimento dellacqua e degli agenti patogeni in essa presenti.
L'impiego di dette sostanze è consigliato per la protezione sia dei materiali lapidei (naturali ed artificiali), che di scialbi o velature in latte di calce.
I protettivi chimici ad effetto idrofobizzante hanno una durata limitata nel tempo, valutabile entro il limite di una decina di anni ; lungo il corso della loro persistenza questi prodotti realizzano un efficiente filtro contro la penetrazione sia dellacqua che delle varie sostanze inquinanti che questa veicola. Lapplicazione di questi protettivi rientra, quindi, fra le operazioni da inserire nei programmi di manutenzione periodica susseguenti allintervento di restauro.
La scelta dei prodotti da utilizzare deve sempre essere concordata con gli organi preposti alla tu-tela del bene oggetto dellintervento, mentre lutilizzo di ogni sostanza impregnante deve essere preceduto da analisi di laboratorio in gra-do di verificane l'effettiva efficacia in base allelemento lapideo da preservare ed allambiente in cui si va ad operare.
Preparazione alla pulizia con il preconsolidamento delle superfici degradate:
Preparazione alla pulizia delle superfici lapidee degradate tramite preconsolidamento del materiale lapideo da eseguire con le seguenti modalità :
- preparazione della superficie da trattare mediante la rimozione a pennello dei depositi superficiali;
- lesecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre alla approvazione della D.L. ;
- applicazione per impregnazione con pennello e/o con airless di silicato d'etile, al fine favorire il miglioramento delle proprietà meccaniche del materiale origina-rio ;
- rimozione degli eccessi della sostanza impregnante.
Pulizia meccanica di precisione con microscalpelli:
Rimozione di stuccature e di elementi estranei agli apparti decorativi tramite pulizia meccanica di precisione delle superfici lapidee da eseguire, con la massima cautela, mediante luso di specifici vibroincisori o microscalpelli. Nella lavorazione è compreso ogni onere per dare l'opera compiuta sotto il controllo e le indicazioni di un restauratore professionista.
Esecuzione di impacchi (polpa di carta) per la rimozione di scialbature preesistenti
Rimozione di scialbature, o di sottili strati di pittura, sovrapposte agli elementi lapidei tramite lapplicazione di impacchi di polpa di carta confezionati in soluzione con sostanze chimiche in sospensione, da utilizzare nella formulazione più idonea alle specifiche carat-teristiche ed alla natura della sostanza da rimuovere (miscele complessati, solventi, soluzioni leggermente basiche o acide). La lavorazione prevede i seguenti oneri :
- lesecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre allapprovazione della D.L. ;
- la pulizia di supporto da eseguire manualmente con spazzole di fibra vegetale o con bisturi ;
- lapplicazione dellimpacco conformemente alla formulazione ed ai tempi determinati nel corso delle campionature;
- lasportazione dellimpacco e la fase finale della pulizia con lazione combinata di spazzole vegetali, bisturi e leggeri spruzzi di acqua nebulizzata con lapposito accessorio da giardinaggio.
Pulizia tramite impacchi di argille assorbenti (estrazione di sali)
Pulizia preventiva dei materiali lapidei fortemente degradati da eseguire con impacchi assorbenti al fine di ammorbidire e sciogliere i depositi superficiali e le croste nere raggiungendo un soddisfacente grado di pulizia senza intaccare lintegrità del paramento. Nella lavorazione sono compresi i seguenti oneri :
- lesecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre allapprovazione della D.L. ;
- la pulizia di supporto da eseguire manualmente con spazzole di fibra vegetale o con bisturi ;
- lammorbidimento delle croste nere con lesecuzione di impacchi chimici emollienti a base di argille inerti assor-benti, da applicare in uno spessore idoneo ed a strati successivi tenendoli in opera per il periodo di tempo determinato nel corso delle campionature;
- lapplicazione sullimpacco, nei casi di tempi dintervento prolungati, di cotone idrofilo o di materiale simile capace di mantenere umido limpacco ;
- il rivestimento dellimpacco con teli di polietilene, da sigillare e collegare con nastri adesivi impermeabili ;
- lasportazione dellimpacco e la fase finale della pulizia con lazione combinata di spazzole vegetali, bisturi e leggeri spruzzi di acqua nebulizzata con lapposito accessorio da giardinaggio ;
Pulizia chimica tramite impacchi di formulato AB57
Pulizia di materiali lapidei da eseguire con impacchi AB57 al fine di ammorbidire e sciogliere i depositi superficiali e le croste nere raggiungendo un soddisfacente grado di pulizia senza intaccare lintegrità del paramento. Nella lavorazione sono compresi i seguenti oneri :
- lesecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre allapprovazione della D.L. ;
- la pulizia di supporto da eseguire manualmente con spazzole di fibra vegetale o con bisturi ;
- la preparazione del formulato nellesatto rapporto, per ogni litro dacqua di : 30 g di bicarbonato d'ammonio, 50 g di bicarbonato di sodio, 25 g di EDTA (sale bisodico), 10 g di Neodesogen 50 g di carbossilcellulosa.
- lammorbidimento delle croste nere con lesecuzione di impacchi chimici emollienti da applicare in uno spessore idoneo ed a strati successivi tenendoli in opera per lesatto periodo di tempo determinato nel corso delle campionature;
- il rivestimento dellimpacco, ove occorre, con teli di polietilene, da sigillare e collegare con nastri adesivi impermeabili ;
- lasportazione dellimpacco e la fase finale della pulizia con lazione combinata di spazzole vegetali, bisturi e leggeri spruzzi di acqua nebulizzata (con apposito accessorio da giardinaggio) ;
Pulizia con acqua nebulizzata:
Pulizia di materiali lapidei da eseguire con impianto di acqua nebulizzata al fine di rimuovere depositi superficiali e croste nere raggiungendo un soddisfacente grado di pulizia senza intaccare lintegrità del paramento. Nella lavorazione sono compresi i seguenti oneri :
- il noleggio, il trasporto, la messa a regime, lo smontaggio ed il ritrasporto dellimpianto di nebulizzazione munito di ugelli predisposti a doppia entrata (aria acqua), regolabili nell'inclinazione, posti in serie (4/6) con tubazioni separate in nilsan (8x6 mm per acqua, mm 5x4 per aria) e collegati, tramite appositi collettori di distribuzione, alla condotta dacqua ed al compressore daria ;
- lesecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre allapprovazione della D.L. ;
- la pulizia di supporto da eseguire manualmente con spazzole di fibra vegetale o con bisturi ;
- la messa in opera di un idoneo sistema di raccolta e deflusso delle acque di scarico ;
- il rivestimento con teli di polietilene, da sigillare e collegare con adesivi impermeabili, dei materiali lapidei non interessati alla lavorazione o di altre parti della costruzione da proteggere ;
- leventuale sigillatura, tramite elastomeri siliconici facilmente rimovibili, di fessure e cavità ;
- lapplicazione della nebulizzazione, col la ricaduta dellacqua a pioggia escludendo, quindi, il getto diretto sullelemento lapideo ; il tutto per lesatto periodo di tempo determinato nel corso delle campionature.
Pulizia con microsabbiatrice di precisione:
Pulizia di materiali lapidei da eseguire con microsabbiatura di precisione al fine di rimuovere depositi superficiali e croste nere raggiungendo un soddisfacente grado di pulizia senza intaccare lintegrità del paramento. Nella lavorazione sono compresi i seguenti oneri :
- lesecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre allapprovazione della D.L. ;
- il noleggio, il trasporto ed il ritrasformo di un idoneo impianto dotato : di ugelli widia da mm 0,4 a mm 1,8 ; di dosaggio elettronico della quantità delle polveri abrasive, di un efficiente sistema di regolazione della pressione ; di una unità di filtraggio e di disidratazione delle polveri ;
- la fornitura dellabrasivo più adatto alle peculiarità del litotipo (in ogni caso di durezza inferiore a quella del materiale trattato) ;
- la realizzazione di una protezione con teli di nylon adatta ad impedirne la dispersione delle polveri nell'am-biente urbano ;
- l'onere dell'abbigliamento di protezione per gli operatori.
- lapplicazione della microsabbiatura per lesatto periodo di tempo determinato nel corso delle campionature.
Compreso ogni onere occorrente per dare la lavorazione compiuta ed eseguita sotto il controllo e le indicazioni di un restauratore professionista.
Pulizia tramite idrosabbiatura controllata:
Pulizia di materiali lapidei da eseguire con impianto idrosabbiatura al fine di rimuovere depositi superficiali o pellicole di idropitture e vernici raggiungendo un soddisfacente grado di pulizia senza intaccare lintegrità del paramento. Nella lavorazione sono compresi i seguenti oneri :
- il noleggio, il trasporto, la messa a regime, lo smontaggio ed il ritrasporto dellimpianto di idrosabbiatura a bassa pressione (0,1 - 1,0 bar), dotato di un sistema brevettato per il getto a vortice elicoidale sia di polveri abrasive finissime (5 - 300 micron) di durezza variabile da 1 a 4 Mohs che di un quantitativo dacqua regolabile da un minimo di 10 lt. ad un massimo di 60 l/ora ;
- lesecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre allapprovazione della D.L. ;
- la pulizia del supporto da eseguire manualmente con spazzole di fibra vegetale o con bisturi ;
- la messa in opera di un idoneo sistema di raccolta e deflusso delle acque di scarico ;
- il rivestimento con teli di polietilene, da sigillare e collegare con adesivi impermeabili, dei materiali lapidei non interessati alla lavorazione o di altre parti della costruzione da proteggere ;
- leventuale sigillatura, tramite elastomeri siliconici facilmente rimovibili, di fessure e cavità ;
- lapplicazione dellidrosabbiatura per lesatto periodo di tempo determinato nel corso delle campionature.
Disinfestazione chimica:
Disinfestazione di elementi lapidei da agenti biodeteriogeni, piante superiori e microflora tramite l'applicazione, a pennello o a spruzzo, di biocidi a largo spettro di azione, compresa la preventiva ed accurata pulizia e rimozione meccanica delle parti macroscopiche, lesecuzione di un congruo numero di piccoli campioni (tasselli) da sottoporre allapprovazione della D.L.

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