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I MATERIALI LAPIDEI NEL RESTAURO


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Come è noto i materiali lapidei si dividono in tre categorie corrispondenti alle diverse formazioni: le magmatiche sono di origine lavica vulcanica, a questa categoria appartengono i graniti, i porfidi ecc...
Le sedimentarie sono derivate da depositi compattati da forti pressioni, ad esse appartengono i calcari, le arenarie, i
travertini ecc..
Le metamorfiche dovute alla trasformazione di rocce magmatiche e sedimentarie a causa di temperature e pressione elevate, di questa categoria fanno parte i marmi.

I MATERIALI LAPIDEI NELL'EDILIZIA STORICA

Murature in pietra:
Negli agglomerati civili l'uso del sasso si è protratto dal medio evo sino alla metà di questo secolo, rivelandosi particolarmente diffuso quando, per problemi di reperibilità e di traporto, poteva essere concorrenziale rispetto al laterizio.
Tra i paramenti lapidei che la tradizione edilizia ci ha tramandato, quello in sassi non lavorati è certamente il più povero; non esiste infatti sfido di materiale, ed i sassi venivano scelti nelle zone circostanti, curando di selezionare una pezzatura che, pur nella sua disomogeneità rientrasse in certi standard fissati, per le dimensioni più grandi, da problemi di trasporto. Di un livello superiore e di maggiore resistenza sono i muri eseguiti con sassi spaccati. In questo caso venivano scelte pietre venate, in modo che un colpo di mazza le potesse aprire a metà; tutte e due le parti venivano impiegate nel paramento, con una posa accurata, ridurre gli interstizi ed ottenere un piano sufficientemente rettificato.
La tecnica più diffusa per la costruzione degli edifici, generalmente non superiori ai due piani, consisteva nel creare muri a forte spessore,rastremati verso l'alto; in generale è dato osservare che lospessore del muro alla base è di un decimo dell'altezza totale, e che si assottiglia in corrispondenza dei solai. Le dimensioni possenti di questi muri spesso traggono in inganno gli operatori che debbono programmare un intervento; non è raro infatti che siano vuoti al loro interno, oppure riempiti con materiale incoerente. Le ragioni di queste soluzioni vanno ricercate, oltre che nel risparmio di materiale, nella possibilità di distribuire il grande peso di questi apramenti su un area maggiore; infatti sovente ci si meraviglia di come queste strutture siano prive di adeguate fondamenta. Quando queste ultime erano realizzate, venivano curate maggiormente rispetto al muro di elevazione; spesso era impiegata calce in abbondanza, scarsa nel resto della costruzione, se non addirittura assente. L'importante compito della ripartizione dei carichi attribuito alle fondazioni, determinava in alcuni casi l'esecuzione di alcune fila di mattoni sui quali procedere con la più povera muratura in sassi.
Mentre la posa in opera dei mattoni segue schemi seriali, quella del sasso richiede una particolare attenzione per assemblare al meglio elementi di forme e dimensioni diverse. I sassi sono posizionati con cura in modo da ridurre al minimo l'impiego di calce, limitata ai soli punti di appoggio. Sovente venivano poste assi, od anche travi di legno inglobate nel muro, aventi funzione di piani di appoggio e per tenere legata la struttura funzione ottenuta anche inframezzando uno o più filari di mattoni. Nel lavorare accanto a questi muri occorre fare molta attenzione nelle demolizioni o integrazioni parziali, in quanto i sassi sono solo appoggiati, e toglierne uno vuol dire interessare i circostanti.
Dal 700 ai nostri giorni il sasso perde la peculiarità di muratura povera, per assumere nell'edilizia civile un valore prevalentemente decorativo. Nei nostri centri a struttura medievale, si notano spesso case a schiera intonacate nel loro prospetto principale, rivolto verso la via larga, mentre nel prospetto sui vivoli stretti il sasso era lasciato a vista.
La diversa destinazione del paramento deve essere rispettata: scoprire a vista i sassi precedentemente intonacati per conferire all'edificio un presunto aspetto di rusticità, è scorretto allo stesso modo che intonacare i sassi segnatamente a vista. E' importante mantenere le murature in sasso superstiti, troppo spesso abbattute senza una precisa giustificazione, se non altro come testimonianze spesso pregevoli delle antiche tecniche costruttive e delle radici storiche alle quali siamo legati. Per le integrazioni e il ripristino vanno impiegati in generale tecniche tradizionali di cuci e scuci; le carotature non sono realizzabili, le iniezioni di malta possono essere efficaci in muri non a sacco e con cavità limitate.




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Page Updated Thu Feb 22, 2007 6:46am EST