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| CRITERI GENERALI SUI TRATTAMENTI DELLA PIETRA |
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Ogni restauro deve essere preceduto da uno studio esauriente delle cause di alterazione. L'aspetto originale del monumento deve essere conservato il piu' possibile.
La sequenza delle operazioni di restauro puo' essere:
1. Diagnosi
2. Pulitura
3. Preconsolidamento
4. Consolidamento
5. Protezione
DIAGNOSI:
Studio approfondito delle cause e dei meccanismi di degrado.
- documentazione fotografica
- ricerche d'archivio
- osservazione macroscopica (morfologia del degrado)
ANALISI:
Mineralogiche (diffrattometria x)
Petrografiche (sezioni sottili)
Chimiche (assorbimento atomico - cromatografia ionica)
Chimico-mineralogiche (microscopia elettronica a scansione)
Fisiche (porosità - assorbimento d'acqua - capillarità - imbibizione)
CAMPIONAMENTO:
Deve essere rappresentativo dei fenomeni di degrado che si stanno verificando.
- esposizione ai punti cardinali.
- zone dilavate dalla pioggia.
- zone non dilavate dalla pioggia.
- vari litotopi presenti.
- zone molto degradate.
- zone poco degradate
PULITURA:
Consiste nella rimozione dello sporco o delle croste nere con metodi meccanici - chimici - fisici.
PRECONSOLIDAMENTO:
E' un consolidamento superficiale che precede la pulitura quando la pietra è molto degradata.
CONSOLIDAMENTO:
Trattamento in profondita' per ricostruire la coesione della pietra - deve impregnare fino alla parte sana.
PROTEZIONE:
Applicazione di una sostanza sulla superficie allo scopo di rendere la superficie idrorepellente e non attaccabile dagli inquinamenti atmosferici.
MANUTENZIONE:
Ispezione periodica del monumento allo scopo di frequentare ulteriore degrado e controllare l'efficienza del trattamento.
CONSOLIDAMENTO:
Gli scopi del consolidamento sono: l'aumento della coesione della pietra - aumento adesione fra zone degradate - aumento resistenza meccanica della pietra consolidata.
E' fondamentale la penetrazione che non deve creare discontinuità fra gli strati esterni e quelli interni.
La penetrazione dipende dalla porosità della struttura da trattare, dalle proprietà chimiche e chimico-fisiche del consolidante, dalla composizione chimica del solvente, dalla densità-viscosità-tensione superficiale della soluzione, dalle modalità di applicazione della soluzione, dal tempo di contatto fra la pietra e la soluzione, dalle condizioni ambientali durante il trattamento.
Quale risultato del consolidamento si puo' realizzare una diminuzione di porosita'.
Sono da preferire consolidamenti che riducano parzialmente la porosita' del materiale e che riducono la penetrazione dell'acqua, mantenendo una buona permeabilita' al vapore.
E' difficile controllare la distribuzione del prodotto nella pietra e stabilire quale è la porosità ideale dopo il trattamento.
Il consolidamento non deve produrre sostanze aggressive per la pietra e la reversibilità deve essere considerata in senso relativo; è preferibile usare un prodotto reversibile anche se poi il processo di estrazione non permette la totale rimozione.
In ogni caso il consolidante deve permettere ulteriori trattamenti.
METODI DI CONSOLIDAMENTO:
Metodo piu' semplice: applicazione a pennello o spray (la penetrazione non è soddisfacente).
Si puo' avere maggiore penetrazione aumentando il tempo di contatto fra la pietra e la soluzione:
- percolazione continua a pennello e con aghi ipodermici.
- assorbimento capillare per contatto tampone.
- alternanza solvente e consolidante.
- per oggetti che possono essere esposti in contenitori si puo' usare l'immersione progressiva o il sottovuoto.
CONSOLIDANTI INORGANICI E ORGANICI:
INORGANICI: Il consolidamento ha luogo per precipitazione di un nuovo prodotto per reazione della pietra con l'anidride carbonica o attraverso idrolisi.
Il nuovo prodotto si lega debolmente ed è piu' resistente dei prodotti organici ma piu' fragile.
ORGANICI: Prepolimeri e monomeri che polimeralizzano nella pietra e formano uno strato fortemente adesivo di idrorepellente che riveste le pareti dei capillari del lapideo.
Le resine possono essere: 1) Termoindurenti e 2) Termoplastiche.
Nessuno dei consolidanti disponibili è utilizzabile per ogni tipo di pietra.
Il successo di un trattamento dipende dalle caratteristiche e lo stato di conservazione della pietra e dalle proprietà del prodotto usato.
RESINE TERMOINDURENTI:
La catena di queste resine è legataq con leganti forti, per cui si abbassa la flessibilità e aumenta la resistenza al calore ed agli stress meccanici. E' un buon adesivo strutturale.
RESINE TERMOPLASTICHE:
Le catene sono legate con legami secondari piu' deboli, ne consegue che: si sciolgono con solventi specifici, sono piuttosto flessibili, si possono deformare con il calore. Sono meglio applicabili delle resine termoindurenti.
Altro difetto delle resine organiche è il coefficiente di dilatazione, molto piu' elevato della pietra.
Come pregi ha : migliore proprietà adesive, maggiore flessibilità, maggiore resistenza a trazione.
PROTEZIONE:
L'intervento di protezione ha lo scopo di rallentare i processi di deterioramento.
- con prodotti chimici
- agendo sull'ambiente esterno
L'applicazione di prodotti chimici è effettuata quando si è stabilito che i processi di alterazione agiscono sulla superficie esterna.
- Inquinanti
- Condensazione
- Pioggia
I protettivi non devono essere usati quando la penetrazione dell'acqua avviene per risalita capillare e non è possibile impedirla.
REQUISITI DEL PROTETTIVO:
- Inerzia chimica nei riguardi del materiale lapideo.
- Assenza di sottoprodotti dannosi.
- Buona stabilità chimica
- Buona stabilità radiazioni UV.
- Bassa permeabilità al vapore.
- Influenza minima sulle proprieta' cromatiche della superficie trattata.

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